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Implantologia dentale

L’implantologia dentale è una tecnica chirurgica che permette di sostituire uno o più elementi dentari persi con “radici artificiali” in titanio le quali, mediante un processo biologico che prende il nome di osteointegrazione, sono in grado di supportare una protesi fissa sia nella mascella che nella mandibola.

Osteointegrazione

La moderna Implantologia dentale è nata da sperimentazioni e studi iniziati dal Prof. Branemark a metà degli anni ’60. Egli coniò il termine di osteointegrazione, un concetto che stava ad indicare la capacità del titanio di formare un legame indissolubile con l’osso.

Il Prof. Branemark sfruttò questa evidenza scientifica per dimostrare, negli anni a seguire, che viti di titanio erano in grado di essere ancorate all’osso e di supportare a lungo termine delle protesi fisse nelle bocche di pazienti selezionati.

Osteointegrazione in implantologia dentale

Secondo i concetti originali del Prof. Branemark , il fattore chiave dell’ osteointegrazione era il sommergere sotto la gengiva gli impianti dentali dopo averli posizionati, in modo che il processo di guarigione tra osso e impianto non venisse disturbato da nessun fattore esterno, quali la placca batterica ed il carico masticatorio.

implantologia dentale intervento

Si considerava necessario un periodo di attesa di 3-6 mesi prima di utilizzare gli impianti dentali ai fini protesici e per tale periodo il paziente continuava a portare la protesi mobile che utilizzava già prima dell’intervento.

Negli anni ’90 alcuni studiosi e clinici rividero i parametri stilati originariamente dal Prof. Branemark e dimostrarono che gli impianti dentali potevano andare incontro a osteointegrazione anche se non venivano sommersi e se veniva avvitata sugli stessi una protesi dopo pochi giorni dal loro posizionamento.

Le percentuali di successo degli impianti dentali inseriti secondo questo nuovo protocollo, erano perfettamente sovrapponibili alle percentuali di successo degli impianti inseriti secondo il protocollo originale del Prof.Branemark.

Il fattore chiave dell’osteointegrazione non risiedeva più nel fatto che l’impianto dentale fosse sommerso sotto la gengiva, ma nella stabilità che lo stesso riusciva ad avere quando posizionato nell’osso. Più l’impianto dentale inserito era stabile, più vi era la certezza che si osteointegrasse.

Durante l’intervento, in base al grado di stabilità dell’impianto, l’implantologo valuterà se poter consegnare nel giro di 24 ore la riabilitazione protesica, secondo il protocollo di carico immediato, oppure attendere 3/6 mesi in linea con il protocollo originale di carico differito.

Impianti dentali

Gli impianti dentali sono utilizzati per sostituire un dente perso o la mancanza congenita di un dente naturale. Il contemporaneo inserimento di più impianti dentali può sostenere un’arcata dentale completa. Un impianto dentale completo si compone di tre parti:

  • impianto, detto anche fixture: la parte che si inserisce nell’osso. Vite
  • abutment: parte di raccordo che serve a fissare la corona protesica all’impianto inserito
  • corona: manufatto protesico che sostituisce la corona del dente naturale
impianto dentale

Tipi di impianti dentali

L’impianto è caratterizzato da: forma, dimensione e materiale. Vediamoli nel dettaglio:

  • La forma. Abbandonate oramai le forme obsolete degli impianti dentali, la tipologia più utilizzata oggi è quella dell’impianto dentale a forma cilindrica e/o tronco conica, che richiama la forma naturale della radice di un dente. Questo impianto è munito di filettature o spire, tipo vite, che hanno lo scopo di aumentare la superficie di contatto con il tessuto osseo e facilitare il processo di osteointegrazione. Recentemente è emerso che l’utilizzo di abutment con diametro minore rispetto alla fixture inserita nell’osso, sistema di connessione interna, crea un’ adesione della gengiva all’impianto che è nettamente maggiore rispetto alla connessione esterna classica.
    • abutment: parte di raccordo che serve a fissare la corona protesica all’impianto inserito
    • corona: manufatto protesico che sostituisce la corona del dente naturale
  • Le dimensioni. La fixture può avere dimensioni che variano da 3 a 6 mm. di diametro. La lunghezza è compresa tra i 7 e i 18 mm. Gli impianti da 5 a 8mm si definiscono corti.
  • I materialiIl materiale comunemente usato per l’impianto dentale che si inserisce nell’osso è il titanio, che ha dimostrato di essere molto resistente alle forti sollecitazioni dell’occlusione. Ha il vantaggio, inoltre, di essere un materiale biocompatibile, in grado cioè di non suscitare nell’individuo fenomeni di rigetto. Per la parte protesica definitiva si utilizzano comunemente corone in titanio-composito o zirconio-ceramica. Le corone provvisorie sono costituite invece da resine composite.

Indicazioni

Solo dopo un’attenta indagine dello stato di salute del paziente, tramite la valutazione della scheda anamnestica, la visita orale e le indagini radiologiche, l’implantologo potrà decidere se eseguire l’intervento.

Molto importante è anche analizzare le abitudini del paziente ovvero:

  • l’igiene orale
  • le cattive abitudini come fumo, alcool ecc…

Facciamo un esempio:
un paziente diabetico compensato, che controlla la sua patologia in maniera scrupolosa, può accedere all’Implantologia come un paziente normale. Non avrà difficoltà a conservare i suoi impianti dentali per lunghi anni se praticherà giornalmente una corretta igiene orale domiciliare e farà regolarmente i controlli clinici programmati.

Controindicazioni all’implantologia

Le controindicazioni all’implantologia dentale possono essere assolute o relative.

Assolute:

  • immunodeficienze. Quando il paziente è soggetto a un abbassamento della risposta immunitaria è più esposto a rischi di infezione
  • cirrosi epatica. Quando il fegato perde la sua forma e le sue funzioni, con ripercussioni negative sull’intero organismo
  • gravi disturbi psicologici o malattie mentali
  • gravi malattie neurologiche quali: Ictus, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer
  • uso di sostanze stupefacenti
  • pazienti in chemioterapia o sottoposti a terapia radiante nei tre mesi prima dell’intervento di implantologia dentale.

Per i pazienti che hanno affrontato cicli di chemioterapia vogliamo segnalare che ultimamente le indicazioni ed i protocolli sono ulteriormente variati e molti Oncologi sostengono che un paziente possa affrontare interventi chirurgici, quindi anche un intervento di Implantologia dentale, già dopo circa 2-3 mesi dalla fine della chemioterapia.

Mentre per i pazienti che hanno subito trattamenti radianti nel distretto facciale, dovranno attendere orientativamente circa 12 mesi prima di essere riabilitati con impianti dentali.

Relative:

  • diabete grave non controllato anche con l’uso di farmaci
  • malattie cardiache quali: endocardite o valvulopatie. Spesso i batteri del cavo orale si possono annidare nei tessuti cardiaci provocando seri danni ma un protocollo di profilassi con l’uso di farmaci antibiotici adeguati prima dell’intervento potrebbe mettere il paziente al riparo da simili rischi
  • malattie autoimmunitarie. Quando vi è un’anormale reazione immunitaria verso organi dell’organismo stesso, come nel caso del Lupus Eritematoso Sistemico- LES e dell’artrite reumatoide
  • disturbi della coagulazione. Quando il sangue fatica a coagulare
  • patologie delle mucose orali tipo: lichen planus, pemfigo, eritema multiforme, stomatite erpetica.

L’osteoporosi è una controindicazione all’intervento?

Questa e una delle domande più frequenti: l’osteoporosi non è una controindicazione al posizionamento degli impianti dentali. E vediamo il perché.

I problemi legati all’osteoporosi sono due:

  • gli alendronati, farmaci che i pazienti assumono per l’osteoporosi. I pazienti che assumono da diversi anni questi farmaci devono essere valutati attentamente in quanto qualsiasi intervento di chirurgia orale può avere come conseguenza una osteonecrosi.
  • la qualità ossea scadente, poco osso, per cui si potrebbe avere una compromissione dell’osteointegrazione degli impianti.

Bisogna infine sapere che impianti posizionati in pazienti con osso scadente a causa dell’osteoporosi hanno una durata nel tempo perfettamente sovrapponibile a quella di impianti posizionati in pazienti con osso sano, come già dimostrato nel 2001 in uno studio dal Dr. Friberg.

Implantologia pro e contro

Pro

  • Da la possibilità di eliminare protesi mobili parziali e totali
  • Funzionalità ed estetica come i denti naturali
  • Intervento generalmente non invasivo
  • Nel caso di sostituzione di un dente singolo si evita di limare i denti vicini
  • Per un dente singolo il costo è simile a quello di con un ponte dentale classico

Contro

  • Se il paziente ha malattie gravi non si può effettuare l’intervento
  • Se il paziente è forte fumatore si aumenta il rischio di perimplantite future
  • Se il paziente ha una scarsa igiene orale possono subentrare infiammazioni dei tessuti gengivali intorno all’impianto
  • Se il paziente non è motivato a fare i controllo periodici a lungo termine si può rischiare la perdita degli impianti

L’importanza della pianificazione implantare prima dell’intervento


La pianificazione 3D, ottenuta elaborando la TAC tramite un software dedicato, permette di sfruttare al massimo il tuo osso residuo cioè quello ancora presente nelle arcata dentarie al momento dell’intervento. Una corretta e scrupolosa pianificazione ha lo scopo di garantirti una ottimale riabilitazione destinata a durare nel tempo.

Questo ti eviterà di sottoporti a lunghe, invasive e non predicibili tecniche di innesti ossei o di rigenerazione ossea guidata.

La nostra lunga esperienza ci ha insegnato che l’osso residuo, pur se in quantità limitata, è quello di gran lunga migliore e più affidabile. Ricorda infine che ogni paziente è unico e pertanto ogni caso clinico va valutato individualmente.

modello 3D
Pianificazione chirurgica digitale su modello 3D

Indice dei contenuti [nascondi]

Le 8 cose da sapere prima dell’intervento di implantologia

  1. In sala d’attesa, ti verrà chiesto di compilare un questionario anamnestico, dove potrai segnalare se sei affetto da particolari patologie, indicare eventuali allergie/intolleranze ai farmaci o se in passato hai subito interventi chirurgici. E’ fondamentale per avere una valutazione generale del tuo stato di salute.
  2. Colloquio con il chirurgo implantologo dove potrai esporre le motivazioni che hanno richiesto un consulto per risolvere i tuoi problemi, funzionali e/o estetici.
  3. Esecuzione di una lastra ortopantomografica, panoramica, per potere fare una valutazione generale delle arcate dentarie.
  4. Visita clinica.
  5. Se il trattamento prevederà il posizionamento di impianti verrà effettuata una TAC Cone Beam, la quale verrà elaborata, tramite un software dedicato, in un’immagine tridimensionale 3D dove si potranno valutare con estrema precisione: la qualità e quantità di osso residuo. Le aree più favorevoli per il posizionamento degli impianti dentali. Questa è una fase importantissima per la pianificazione del futuro intervento di implantologia dentale.
  6. Ti verrà presentata la pianificazione dell’intervento chirurgico sul modello 3D.
  7. Potrai comunicare le tue aspettative estetiche e funzionali e concorderai con l’odontoiatra la tipologia di riabilitazione protesica più idonea.
  8. Prima dell’intervento di implantologia dentale, ti verranno prescritte le analisi del sangue previste e ti verrà consegnato un protocollo da seguire nella fase pre e post-intervento dove saranno anche prescritti farmaci che varieranno a seconda della situazione clinica del paziente.
la sala chirurgica Clinica Villa
La sala chirurgica

Tutti i pazienti che necessitano di una visita per riabilitazioni con impianti dentali sono visitati personalmente dal Dr. Roberto Villa.

Prima dell’intervento quali esami del sangue devi fare?

Il chirurgo ti fornirà un elenco degli esami standard e deciderà, secondo la tua storia personale e famigliare di pregresse malattie, se saranno necessarie per il tuo caso ulteriori indagini.

  • Emocromo. E’ l’esame completo del sangue che valuta il numero di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Determina altresì i livelli di ematocrito (HTC), cioè il rapporto esistente nel sangue fra plasma e globuli rossi e misura inoltre il livello di emoglobina (Hb), una proteina adibita al trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti. Per il medico/dentista questi valori permettono di diagnosticare alcune malattie del sangue come l’anemia, la carenza di piastrine o altre patologie, come per esempio la difficoltà a coagulare, che potrebbero ostacolare o sconsigliare un intervento chirurgico orale.
  • Glicemia Come saprai, è il valore del glucosio nel sangue. E’ importante che il dentista, nell’eventualità di trattare un paziente diabetico, sia certo che il diabete sia controllato tramite gli opportuni farmaci.
  • Creatinina La Creatinina è una sostanza di rifiuto prodotta dal metabolismo muscolare. Il valore della creatinina presente nel sangue e nelle urine è fondamentale per misurare lo stato di salute dei nostri reni ed è indice della loro funzionalità.
  • PT tempo di protrombina
  • PTT tempo di tromboplastina parziale
  • INR Sono valori standardizzati che permettono al dentista di valutare il corretto indice di coagulazione del sangue del paziente. L’INR va sempre eseguito in pazienti in terapia con anticoagulanti per decidere se l’intervento di chirurgia orale possa essere programmato in un centro privato o se il paziente debba essere inviato, per precauzione, in una struttura protetta, ospedale.

Impianto dentale dopo la perdita di un dente, subito o aspetto?

Se perdo un dente, va sostituito subito o posso aspettare?
Il nostro consiglio è di sostituire al più presto la perdita dei denti naturali.

Quando perdi un dente malato e non viene sostituito, i denti adiacenti possono spostarsi dalla loro normale posizione; sovente si inclinano o tendono a fuoriuscire dalla loro sede perché sono alla ricerca di un nuovo equilibrio. Questo fenomeno di migrazione può interessare anche i denti antagonisti che, come sai, cercano possibilmente un nuovo contatto.

Vi sono ancora un paio di problemi che potrebbero insorgere se non sostituisci presto il dente mancante. Questi denti che si inclinano e si spostano possono generare, in certe aree, un affollamento non naturale e ti troverai costretto, per pulirli, a manovre più laboriose e complicate. Il rischio quindi è di andare incontro a:

Attenzione!!! Quando si perde un dente è naturale un graduale riassorbimento dell’osso e della gengiva che lo ricopre. Questa perdita ossea potrebbe rivelarsi in futuro un problema in più per un eventuale inserimento di un impianto dentale.

Se hai la parodontite puoi fare gli impianti?

Il posizionamento degli impianti dentali immediatamente dopo l’estrazione di denti con infezioni non è assolutamente una controindicazione.

Il Dr. Roberto Villa nel 2005 e poi nel 2007 in 2 studi pubblicati su riviste internazionali ha dimostrato che è possibile posizionare degli impianti dentali a carico immediato nelle stesse aree di denti affetti da parodontite o granulomi con percentuali di successo elevatissime.

Quanto durano gli impianti dentali?

Oggi dire che un impianto dura 15/20 anni, a nostro avviso, non è serio. La durata di un impianto dentale dipende da molteplici fattori quali: i materiali utilizzati, l’abilità del chirurgo, la collaborazione del paziente nel mantenere una corretta igiene orale ed altri che elenchiamo in seguito.

I primi studi pubblicati a metà degli anni ’80 dal ricercatore svedese Prof. Branemark, che ha inventato il concetto di implantologia osteointegrata, riportavano che i successi implantari erano pari al 90% nell’arcata superiore e 95% nell’arcata inferiore a distanza di 15 anni.

Questi dati però erano stati fatti su un gruppo di individui molto controllati, usando lo stesso tipo di impianto in cui variava solo la lunghezza e che veniva inserito esclusivamente nell’osso residuo del paziente.

Inoltre tutti i pazienti trattati erano completamente edentuli ossia totalmente senza denti. Prima di caricare gli impianti con una protesi si doveva attendere 6 mesi nella mascella e tre mesi nella mandibola.

Dall’inizio degli anni 2000 sono state introdotte molte variabili quali:

  • forma degli impianti
  • superficie degli impianti
  • inserimento degli impianti in pazienti parzialmente edentuli o anche per un dente singolo
  • inserimento degli impianti in pazienti in cui precedentemente erano stati fatti degli innesti ossei o tecniche di rigenerazione ossea
  • carico immediato
  • impianti post-estrattivi a carico immediato ed a carico differito

Il Prof. Branemark, nei suoi studi, controllava tutti gli impianti inseriti in ogni singolo paziente, per cui i dati riportati erano attendibili.

Con l’espandersi esponenziale dell’implantologia e delle variabili sopra descritte, a nostro avviso, le percentuali riportate da Branemark non sono più valide.

Quali sono le percentuali di successo?

Con il progredire del numero di interventi di Implantologia Dentale nel mondo, le confortanti percentuali di successo degli anni passati che parlavano del 99% nella mandibola e del 96-98% nel mascellare superiore, a nostro parere, vanno riviste.

impianti dentali durata salvagente

La percentuale di successo può variare a seconda di vari fattori tipo: materiali, progettazione dell’intervento, qualità dell’osso e dei tessuti gengivali, esperienza e capacità del chirurgo implantologo ed infine ma non meno importante la cura del paziente nel post-intervento e nel mantenimento.

Quali controlli sono necessari per mantenere lo stato di salute degli impianti?

  • Una seduta d’igiene professionale almeno 1/2 volte all’anno
  • Una radiografia endorale per ogni impianto una volta all’anno

Nota bene: una radiografia panoramica non è assolutamente valida per valutare eventuali infezioni attorno agli impianti.

Un’ultima considerazione

L’avvento di nuove tipologie di impianti e di nuove componenti implantoprotesiche ha dato la possibilità di riabilitare sempre i pazienti con protesi avvitate e non cementate. Questo è un vantaggio considerevole perché nel caso di controlli o problemi agli impianti, il dentista potrà svitare le corone con speciali cacciavite.

Gli impianti possono essere così più facilmente controllati, trattati o nei casi più gravi sostituiti. Le corone originali, preservate, possono essere riutilizzate senza difficoltà sul nuovo impianto dentale.

Impianti dentali quanti ne servono per un’arcata superiore?

Per sostituire completamente tutti i denti dell’arcata superiore servono dai 4 ai 6 impianti.

impianti dentali arcata superiore prima e dopo
impianti dentali arcata superiore

Impianti dentali arcata inferiore

Nel caso di paziente edentulo bastano 4 impianti per reggere tutta l’arcata inferiore.

Le donne in gravidanza devono essere temporaneamente escluse.

Si escludono inoltre i pazienti giovani (sotto i 18-20 anni) che sono ancora in fase di crescita ossea, per cui è sconsigliabile intervenire con l’inserimento di impianti dentali.

Qual è l’eta massima per poterla fare?

Non esistono limiti massimi di età per selezionare un paziente che decida di mettere degli impianti. Studi pubblicati in Svezia su pazienti di età tra 80 e 90 anni hanno dimostrato che la percentuale di successo degli impianti in questi pazienti era simile a quella che si otteneva in pazienti più giovani.

Convalescenza dopo impianto dentale

Dopo un intervento di implantologia sia a carico immediato che a carico differito non potrai guidare, ti dovrai fare accompagnare a casa da un parente o un amico. Non si possono guidare veicoli per le prossime 24 ore.

Ti raccomandiamo nelle prime 24/48 ore di tenere una borsa del ghiaccio all’esterno della guancia a livello della zona operata. Tieni l’impacco per 20 minuti con un intervallo di 15 minuti tra un’applicazione e l’altra.

Che farmaci usare?

Prima dell’intervento verrà consigliato di fare una terapia antibiotica con Amoxicillina oppure in caso di pazienti allergici alle penicilline Claritromicina.

farmaci

Vengono prescritti anche degli antidolorifici: ibuprofene, naprossene sodico appartenenti al gruppo dei farmaci antinfiammatori non steroidei, Fans.

Se subentrassero qualche linea febbre si consiglia di assumere un antipiretico a base di paracetamolo.

E per quanto?

Il collutorio più usato e a base di Clorexidina 0,12% con azione antibattericida. Facendo sciacqui ogni 12 ore, tenendolo in bocca, puro senza diluirlo con acqua, per 1 minuto.

In caso di allergia alla Clorexidina vengono dati dei collutori naturali contenenti: aloe vera, curcuma, thè verde, tea tree oil

collutorio

Cosa mangiare dopo l’intervento

Puoi mangiare cibi e alimenti morbidi come gelati, purè, zuppe tiepide, minestre tiepide, frullati, carne macinata, omogeneizzati, budini, polpette, pesce bollito, yogurt ecc…

Evita gli alimenti troppo caldi e cerca di non mangiare alimenti granulosi (con i semini che possano rimanere tra i denti, come i frutti di bosco e i kiwi). Ti raccomandiamo di evitare di mangiare cibi solidi per 8 settimane dopo l’intervento.

Si può fare attività motoria?

Evitare qualsiasi attività fisica, pesante, per 7 giorni. Quindi non andare in palestra, non sollevare oggetti pesanti. In poche parole non fare sforzi eccessivi.

no-sport

Prezzi, costi

E’ davvero impossibile pianificare un intervento di impianti dentali senza conoscere gli aspetti clinici e le aspettative del paziente.

Il costo dell’intervento chirurgico

Richiede una sala specificamente attrezzata e in certe situazioni, pazienti che necessitano di grosse riabilitazioni, pazienti con patologie a rischio, di età avanzata o particolarmente ansiosi, la presenza di un medico anestesista per la sedazione cosciente.

Le difficoltà e i tempi di un intervento chirurgico di posizionamento degli impianti dentali possono variare:

  • in base alla gravità del caso clinico. Esempio parodontite avanzata
  • in base alle condizioni di osso. Per esempio, in situazioni di poco osso nei settori premolari e molari superiori, il chirurgo potrebbe decidere di dover fare un rialzo del seno mascellare con relativo innesto di biomateriale. I costi dell’intervento, in questo caso, saranno ovviamente più elevati
  • nei casi in cui l’osso sia molto scarso. Ad esempio in queste situazioni si potrebbero individuare delle aree di osso tramite l’ausilio della pianificazione chirurgica digitale, chirurgia computer guidata
  • in base al protocollo chirurgico utilizzato dal medico implantologo. Ad esempio la scelta di soluzione con All on 4 con falsa gengiva e denti in resina, oppure OnlyOne, con denti in zirconio-ceramica che emergono dalle gengive naturali
  • il costo dei materiali utilizzati. I prezzi degli impianti dentali possono variare moltissimo in base alla qualità degli stessi e all’affidabilità delle ditte produttrici
  • Il costo delle corone può variare a seconda dell’abilità odontotecnico e dei materiali utilizzati, resina, titanio-composito, zirconio-ceramica sono tra i più diffusi

Le manovre di igiene orale sono molto simili a quelle che si effettuano nella dentatura naturale, in quanto non esiste l’ingombro di una flangia di falsa gengiva. Queste sono le nostre istruzioni per fare durare nel tempo i tuoi impianti.

Igiene domiciliare sugli impianti dentali

Segui i consigli del nostro Igienista dentale. Il Dr. Antonio Chellini. Guarda il video.

Domande Frequenti

Posso dormire normalmente?

Per i primi 2 giorni dovrai dormire con la testa sollevata su un paio di cuscini. Ridurrai l’eventuale presenza di dolore e sanguinamento.

Posso lavarmi i denti?

Non potrai spazzolare la zona operata fino alla rimozione dei punti (che avviene dopo circa 12/14 giorni). Potrai sciacquare la bocca 2 volte al giorno (ogni 12 ore) con un collutorio a base di clorexidina allo 0.12 (non diluire con acqua).
Ti raccomandiamo di non superare la posologia prevista dal collutorio per evitare fenomeni allergici.
Non assumere liquidi dopo lo sciacquo per almeno 1 ora.

Quando mi tolgono i punti cosa succede?

Dopo la rimozione delle suture (a 12/14 giorni dall’intervento) l’implantologo valuterà se potrai iniziare a spazzolare i denti, se dovrai continuare ad utilizzare il collutorio consigliato e per quanto tempo.

Dopo l’intervento quali sono le possibili complicanze?

Non ti dimenticare di assumere, come ti hanno consigliato, i farmaci antidolorifici/antinfiammatori per almeno 24/48 ore dopo l’intervento, anche se non senti dolore.
Vedrai che i disturbi post-operatori saranno pochissimi.
Potrai avere un po’ di gonfiore, ma se utilizzerai la borsa del ghiaccio nelle prime 24/48 ore questo gonfiore sarà molto limitato.

Quali sono le precauzioni che bisogna prendere

E’ possibile che tu possa trovare una piccola quantità di sangue nella saliva nei primi giorni dopo l’intervento. Nel caso (raro) di sanguinamento più consistente non sciacquare, mettere un tampone di garza umida direttamente sulla ferita per almeno 30 minuti, stringere il tampone tra le due arcate, tenere la bocca chiusa e ferma. Se l’intervento e’ stato effettuato nell’arcata superiore, può esserci sanguinamento dal naso.
Sono del tutto normali gli ematomi (ecchimosi) sottocutanei intorno alla guancia o alle volte intorno all’occhio, soprattutto nelle donne e nei pazienti anziani.

Altri possibili disturbi

Nei casi di interventi alla mandibola ti può capitare di percepisce una sensazione di anestesia al labbro che perdura anche dopo parecchi giorni dall’intervento. Non è un vero deficit motorio, in quanto le labbra le puoi muovere normalmente.
In alcuni casi, a livello del mascellare superiore, possono verificarsi dei deficit sensoriali a livello del labbro superiore e/o in regione dell’ala del naso.
Questi disturbi neurologici tendono a regredire lentamente nel giro di qualche settimana, talvolta qualche mese.

Riassumendo

  • evita l’attività fisica per 7 giorni
  • in caso di sanguinamento non sciacquare, metti un tampone di garza umida direttamente sulla ferita per almeno 30 minuti, stringere il tampone tra le due arcate, tieni la bocca chiusa e ferma
  • fino a rimozione sutura è meglio non fumare
  • assumi l’antidolorifico per 48 ore dopo l’intervento anche in assenza di dolore
  • niente alcolici
  • no ai cibi caldi nei primi 2 giorni
  • non masticare cibi duri per 8 settimane
  • evita di toccare la ferita con le mani
  • per i primi giorni non spazzolare la zona dell’intervento: i punti si potrebbero rompere e compromettere la guarigione
  • prima di 24 ore astieniti dal sciacquare
  • non superare le dosi consigliate di collutorio per evitare reazioni allergiche
  • non esporsi al sole per 3 giorni
  • in caso di dolore contattare immediatamente lo studio

Raccomandazioni

Se il tuo intervento è stato pianificato ed eseguito correttamente, devi sapere che le percentuali di successo sono sovrapponibili a quelle di un intervento a carico differito.

Queste confortanti percentuali di successo saranno rispettate solo se sarai puntuale nell’effettuare le visite di controllo e le radiografie endorali 1 volta l’anno.

Mi raccomando di essere molto attento anche alla pulizia con la tua igiene domiciliare. Vedrai che i tuoi impianti dureranno lunghi anni.

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