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Impianti Dentali

Sono dei sostituti artificiali della radice di un dente che, una volta inseriti nell’osso, sono in grado di supportare una corona protesica.

Gli impianti dentali sono utilizzati per sostituire un dente perso o la mancanza congenita di un dente naturale. Il contemporaneo inserimento di più impianti dentali può sostenere un’arcata dentale completa. Un impianto dentale completo si compone di tre parti:

  • impianto, detto anche fixture: la parte che si inserisce nell’osso. Vite
  • abutment: parte di raccordo che serve a fissare la corona protesica all’impianto inserito
  • corona: manufatto protesico che sostituisce la corona del dente naturale
impianto dentale
Impianto dentale

Tipi di impianti dentali

L’impianto è caratterizzato da: forma, dimensione e materiale. Vediamoli nel dettaglio:

  • La forma. Abbandonate oramai le forme obsolete degli impianti dentali, la tipologia più utilizzata oggi è quella dell’impianto dentale a forma cilindrica e/o tronco conica, che richiama la forma naturale della radice di un dente. Questo impianto è munito di filettature o spire, tipo vite, che hanno lo scopo di aumentare la superficie di contatto con il tessuto osseo e facilitare il processo di osteointegrazione. Recentemente è emerso che l’utilizzo di abutment con diametro minore rispetto alla fixture inserita nell’osso, sistema di connessione interna, crea un’ adesione della gengiva all’impianto che è nettamente maggiore rispetto alla connessione esterna classica.
    • abutment: parte di raccordo che serve a fissare la corona protesica all’impianto inserito
    • corona: manufatto protesico che sostituisce la corona del dente naturale
  • Le dimensioni. La fixture può avere dimensioni che variano da 3 a 6 mm. di diametro. La lunghezza è compresa tra i 7 e i 18 mm. Gli impianti da 5 a 8mm si definiscono corti.
  • I materialiIl materiale comunemente usato per l’impianto dentale che si inserisce nell’osso è il titanio, che ha dimostrato di essere molto resistente alle forti sollecitazioni meccaniche della masticazione. Ha il vantaggio, inoltre, di essere un materiale biocompatibile, in grado cioè di non suscitare nell’individuo fenomeni di rigetto. Per la parte protesica definitiva si utilizzano comunemente corone in titanio-composito o zirconio-ceramica. Le corone provvisorie sono costituite invece da resine composite.
Impianto a connessione interna.
Impianto a connessione interna
Impianto a connessione esterna.
Impianto a connessione esterna

Osteointegrazione che cos’è?

E’ il processo attraverso il quale si forma un legame stabile nel tempo tra una vite di titanio e l’osso che la circonda.

Osteointegrazione
Osteointegrazione
Impianto inserito nell'osso.
Impianto inserito nell’osso.

Quanto può durare l’intervento?

Nelle zone della bocca più problematiche, esempio quelle molari, il tempo richiesto può aumentare. L’intervento può protrarsi a seconda anche della complessità del quadro clinico, per la presenza, ad esempio, di un canino incluso.

Impianti dentali controindicazioni

Elenco di controindicazioni all’intervento:

  • Cirrosi epatica
  • Insufficienza renale
  • Deficit della risposta immunitaria
  • Malattie mentali o gravi disturbi psicologici
  • Malattie neurologiche gravi: Parkinson, Alzheimer, ictus
  • Tossicodipendenze
  • Neoplasie in atto e pazienti in chemioterapia o sottoposti a terapia radiante nei 3 mesi prima dell’intervento di implantologia dentale
  • Donne in gravidanza
  • Infarto nei 6 mesi prima dell’intervento. Diabete grave, controllato con difficoltà anche con l’uso di farmaci
  • Malattie autoimmunitarie: artrite reumatoide, Lupus Eritematoso Sistemico
  • Malattie cardiache: endocardite o valvulopatie
  • Gravi disturbi della coagulazione del sangue
  • Gravi patologie delle mucose orali

Quanto durano gli impianti dentali?

Oggi dire che un impianto dura 15/20 anni, a nostro avviso, non è serio. La durata di un impianto dentale dipende da molteplici fattori quali: i materiali utilizzati, l’abilità del chirurgo, la collaborazione del paziente nel mantenere una corretta igiene orale ed altri che elenchiamo in seguito.

I primi studi pubblicati a metà degli anni ’80 dal ricercatore svedese Prof. Branemark, che ha inventato il concetto di implantologia osteointegrata, riportavano che i successi implantari erano pari al 90% nell’arcata superiore e 95% nell’arcata inferiore a distanza di 15 anni.

Questi dati però erano stati fatti su un gruppo di individui molto controllati, usando lo stesso tipo di impianto in cui variava solo la lunghezza e che veniva inserito esclusivamente nell’osso residuo del paziente.

Inoltre tutti i pazienti trattati erano completamente edentuli ossia totalmente senza denti. Prima di caricare gli impianti con una protesi si doveva attendere 6 mesi nella mascella e tre mesi nella mandibola.

Dall’inizio degli anni 2000 sono state introdotte molte variabili quali:

  • forma degli impianti
  • superficie degli impianti
  • inserimento degli impianti in pazienti parzialmente edentuli o anche per un dente singolo
  • inserimento degli impianti in pazienti in cui precedentemente erano stati fatti degli innesti ossei o tecniche di rigenerazione ossea
  • carico immediato
  • impianti post-estrattivi a carico immediato ed a carico differito

Il Prof. Branemark, nei suoi studi, controllava tutti gli impianti inseriti in ogni singolo paziente, per cui i dati riportati erano attendibili.

Con l’espandersi esponenziale dell’implantologia e delle variabili sopra descritte, a nostro avviso, le percentuali riportate da Branemark non sono più valide.

Quali sono le percentuali di successo?

Con il progredire del numero di interventi di Implantologia Dentale nel mondo, le confortanti percentuali di successo degli anni passati che parlavano del 99% nella mandibola e del 96-98% nel mascellare superiore, a nostro parere, vanno riviste.

impianti dentali durata salvagente

Segnaliamo infatti che la perimplantite, processo infiammatorio distruttivo dei tessuti intorno all’impianto inserito, è in costante aumento e con essa anche il rischio di perdita degli impianti dentali.

La percentuale di successo implantare per questa ragione può variare a seconda:

  • del sito di inserimento degli impianti dentali
  • della progettazione e pianificazione corretta dell’intervento
  • della esperienza ed abilità del chirurgo implantologo
  • dei materiali utilizzati, impianti di titanio e componenti protesiche di alta qualità
  • della cura del paziente nel rispettare una puntuale igiene domiciliare ed a sottoporsi ai controlli programmati post-intervento

Si possono perdere gli impianti dentali?

dolore impianto

La risposta è sì:

  • Per un eccessivo carico masticatorio nei giorni susseguenti l’intervento di inserimento degli impianti dentali.
  • Per una mancata osteointegrazione
  • Per una insufficiente stabilità primaria dell’impianto dentale alla fine dell’intervento
  • Per una scarsa densità ossea nella zona da trattare
  • Per una perimplantite
  • Per una mancata igiene orale da parte del paziente dopo l’intervento di Implantologia
perimplantite

Vi può essere un fenomeno di rigetto?

L’utilizzo del titanio non ha mai generato nell’uomo fenomeni di rigetto. Il titanio è un materiale biocompatibile, cioè in grado di essere considerato dal nostro sistema immunitario come parte del corpo umano.

Quali controlli sono necessari per mantenere lo stato di salute degli impianti?

  • Una seduta d’igiene professionale almeno 1/2 volte all’anno
  • Una radiografia endorale per ogni impianto una volta all’anno

Nota bene: una radiografia panoramica non è assolutamente valida per valutare eventuali perimplantiti.

Un’ultima considerazione

L’avvento di nuove tipologie di impianti e di nuove componenti implantoprotesiche ha dato la possibilità di riabilitare sempre i pazienti con protesi avvitate e non cementate. Questo è un vantaggio considerevole perché nel caso di controlli o problemi agli impianti, come ad esempio perimplantiti o nel caso di fratture degli elementi dentali, il dentista potrà svitare le corone con speciali cacciavite.

Gli impianti possono essere così più facilmente controllati, trattati o nei casi più gravi sostituiti. Le corone originali, preservate, possono essere riutilizzate senza difficoltà sul nuovo impianto dentale.

Prezzi, costi

E’ davvero impossibile pianificare un intervento di impianti dentali senza conoscere gli aspetti clinici e le aspettative del paziente.

Il costo dell’intervento chirurgico

Richiede una sala specificamente attrezzata e in certe situazioni, pazienti che necessitano di grosse riabilitazioni, pazienti con patologie a rischio, di età avanzata o particolarmente ansiosi, la presenza di un medico anestesista per la sedazione cosciente.

Le difficoltà e i tempi di un intervento chirurgico di posizionamento degli impianti dentali possono variare:

  • in base alla gravità del caso clinico. Esempio parodontite avanzata
  • in base alle condizioni di osso. Per esempio, in situazioni di poco osso nei settori premolari e molari superiori, il chirurgo potrebbe decidere di dover fare un rialzo del seno mascellare con relativo innesto di biomateriale. I costi dell’intervento, in questo caso, saranno ovviamente più elevati
  • nei casi in cui l’osso sia molto scarso. Ad esempio in queste situazioni si potrebbero individuare delle aree di osso tramite l’ausilio della pianificazione chirurgica digitale, chirurgia computer guidata
  • in base al protocollo chirurgico utilizzato dal medico implantologo. Ad esempio la scelta di soluzione con All on 4 con falsa gengiva e denti in resina, oppure OnlyOne, con denti in zirconio-ceramica che emergono dalle gengive naturali
  • il costo dei materiali utilizzati. I prezzi degli impianti dentali possono variare moltissimo in base alla qualità degli stessi e all’affidabilità delle ditte produttrici
  • Il costo delle corone può variare a seconda dell’abilità odontotecnico e dei materiali utilizzati, resina, titanio-composito, zirconio-ceramica sono tra i più diffusi

Se hai la parodontite puoi fare gli impianti?

Il posizionamento degli impianti dentali immediatamente dopo l’estrazione di denti con infezioni non è assolutamente una controindicazione.

Il Dr. Roberto Villa nel 2005 e poi nel 2007 in 2 studi pubblicati su riviste internazionali ha dimostrato che è possibile posizionare degli impianti dentali a carico immediato nelle stesse aree di denti affetti da parodontite o granulomi con percentuali di successo elevatissime.

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