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Tartaro: 7 cose da sapere per eliminarlo

Tartaro: 7 cose da sapere per eliminarlo

Scritto da Dott Gabriele Villa il . Pubblicato in .

Il tartaro è una sostanza di consistenza dura che si deposita sui denti e si può insinuare sulle radici dentali. Per mantenere la bocca in salute ed evitare infiammazioni, è fondamentale sapere come si forma e come intervenire tempestivamente.

1. Quali sono i sintomi

La presenza di tartaro non passa inosservata. I segnali più comuni a cui prestare attenzione includono:

  • Alitosi persistente.
  • Infiammazione gengivale.
  • Sanguinamento gengivale durante l’uso dello spazzolino.

2. Come si forma

È un processo di mineralizzazione della placca dentale, una sottile patina incolore presente sulla superficie dei denti che si forma dopo avere mangiato, un misto di residui di cibo e batteri presenti nel cavo orale. Questa mineralizzazione è dovuta all’azione di sali di fosfato di calcio, carbonato di calcio e fosfato di magnesio presenti nella nostra saliva. Il tipo di saliva ed il suo pH concorrono a predisporre un individuo al suo accumulo.

Tartaro dentale sopra e sotto gengivale
Tartaro dentale sopra e sotto gengivale

3. Che colore ha?

Solitamente ha un colore bianco o giallo chiaro, ma può assumere toni più scuri come grigio, verdastro o marrone e nero, soprattutto nelle porzioni sotto la gengiva. Alcuni alimenti pigmentanti, come il caffè, e l’abitudine al fumo tendono a renderlo ancora più scuro.

4. Quali tipi di tartaro ci sono

A seconda di dove si accumula all’interno della bocca, il tartaro si distingue in due categorie principali. Capire questa differenza è fondamentale per comprendere i diversi rischi legati alla salute delle gengive.

Tartaro sopragengivale (esterno)

Questo tipo di tartaro è facilmente visibile a occhio nudo perché si deposita sulla corona del dente, al di sopra del livello della gengiva. Ha solitamente un colore che varia dal bianco al giallognolo e tende a formarsi più rapidamente nelle zone vicine all’uscita delle ghiandole salivari, come la parte interna degli incisivi inferiori. Sebbene sia fastidioso esteticamente e faciliti un ulteriore accumulo di placca, è il più semplice da individuare e rimuovere durante la seduta di igiene professionale.

Tartaro sottogengivale (interno)

Molto più insidioso e pericoloso, questo tartaro si nasconde sotto il margine della gengiva, attaccandosi direttamente alla radice del dente. Non essendo visibile a occhio nudo, spesso ci si accorge della sua presenza solo quando le gengive iniziano a gonfiarsi o a sanguinare. Ha un colore molto scuro, spesso marrone o nerastro, ed è estremamente duro e tenace. La sua rimozione è cruciale, poiché rappresenta la causa principale della formazione delle tasche parodontali e del progressivo ritiro dell’osso che sostiene i denti.

Radiografia dove si vede il tartaro
Radiografia dove si vede il tartaro

5. Qual è il più dannoso

Il più pericoloso è il tartaro sottogengivale, perché può invadere eventuali spazi tra dente e gengiva e causare infiammazioni gengivali responsabili di una possibile futura parodontite. Le radici possono presentare un accumulo sotto la gengiva che va completamente rimosso se si vuole preservare il dente. Dopo un trattamento è sempre consigliabile fare delle radiografie per individuare eventuali residui durante una specifica visita parodontale.

6. Si può togliere il tartaro senza dentista?

No. Il tartaro aderisce in modo talmente tenace ai denti che è impossibile rimuoverlo con lo spazzolino e con le normali pratiche di igiene orale domiciliare. Occorre l’intervento di un professionista che dispone dei mezzi idonei per eseguire una detartrasi completa e sicura. Non si può eliminare il tartaro con rimedi naturali. Alimenti come mele o sedano aiutano l’azione auto pulente, ma non rimuovono in alcun modo le concrezioni dure.

7. Ogni quanto fare l’ablazione del tartaro

L’igienista dentale valuterà, secondo la tipologia del paziente, se sarà necessaria una seduta annuale, semestrale o più sedute ravvicinate, ogni tre o quattro mesi, specialmente nei casi di gengive molto compromesse.

Domande frequenti (FAQ)

Il tartaro fa cadere i denti?

Sì, se trascurato a lungo. L’accumulo sottogengivale distrugge l’osso di supporto del dente causando la malattia parodontale, che porta alla mobilità e successiva caduta degli elementi dentali.

La pulizia dei denti rovina lo smalto?

Assolutamente no. Gli strumenti professionali a ultrasuoni sono progettati per agire esclusivamente sui depositi di tartaro, frantumandoli e lasciando completamente intatto lo smalto del dente.

Il tartaro causa l’alito cattivo?

Sì. Il tartaro è un ricettacolo di batteri che, proliferando, producono gas solforati responsabili del cattivo odore. Una corretta pulizia professionale è spesso la soluzione definitiva all’alitosi persistente.

Fa male togliere il tartaro dal dentista?

Generalmente la seduta di igiene orale non è dolorosa. Se c’è una forte infiammazione alle gengive si può avvertire un leggero fastidio, ma l’igienista adotterà tutte le precauzioni necessarie per rendere il trattamento il più confortevole possibile.

Conclusioni

Il tartaro è il nemico principale della salute della bocca ed è la causa diretta di gravi patologie gengivali. Lavarsi i denti a casa è indispensabile per rimuovere la placca, ma una volta che questa si è indurita trasformandosi in tartaro, solo il dentista può intervenire in sicurezza. Prenotare sedute regolari di igiene orale professionale è l’unico vero modo per proteggere il tuo sorriso nel tempo ed evitare problemi più complessi.

Dott Gabriele Villa

Laureato presso l’Università degli Studi di Milano nell’anno 2010. Ha conseguito un “Post Graduate Program” alla New York University con una tesi sull’aumento dei tessuti molli intorno agli impianti. “Current Concepts in American Dentistry: Advances in Implantology and Oral Rehabilitation” 2018.


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