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Fluoroprofilassi: fluoro ai bambini si o no?

Fluoroprofilassi: fluoro ai bambini si o no?

Scritto da Dr Claudio Marino il . Pubblicato in .

Il fluoro non è dannoso ed è considerato dall’OMS e dall’odontoiatria moderna un elemento fondamentale per prevenire la carie nei bambini, a patto che venga assunto e utilizzato nelle dosi corrette per l’età. Agisce come uno scudo naturale che rinforza lo smalto dei denti da latte e definitivi, rendendoli molto più resistenti agli attacchi della placca batterica.

Ecco i 4 punti chiave della fluoroprofilassi infantile che andremo a trattare:

I rischi dell’eccesso: l’unico vero rischio è legato all’ingestione accidentale, abbondante e continuativa di dentifricio o integratori nel tempo. Questo può provocare la fluorosi, un’anomalia estetica irreversibile che si manifesta con macchioline o striature bianche sullo smalto dei denti.

Come e quando usarlo: il metodo più efficace e sicuro è l’applicazione locale tramite l’uso quotidiano di un dentifricio al fluoro, a partire dalla comparsa dei primissimi dentini da latte.

Le dosi di dentifricio raccomandate: per evitare sovradosaggi, basta usare sullo spazzolino una quantità di pasta grande quanto un chicco di riso dai 6 mesi ai 3 anni, e grande quanto un pisello (pea-size) dai 3 ai 6 anni, sempre sotto la supervisione dei genitori.

Quando non servono gocce o pastiglie: l’integrazione di fluoro per via orale non è necessaria se l’acqua minerale o del rubinetto bevuta abitualmente dal bambino ha già una naturale concentrazione di fluoro superiore a 0,7 mg/l.

Cos’è la fluoroprofilassi?

È la somministrazione di fluoro nella prevenzione della carie. 1° prova indiscutibile: è noto che una carenza di fluoro nella prima infanzia aumenta il rischio di carie.

Come agisce il fluoro sullo smalto?

L’attività del fluoro nell’aiutare a prevenire la carie si svolge grazie ad una duplice azione:

  • Effetto sulla solubilità dei cristalli dello smalto dentario: gli ioni fluoro sostituiscono gli ioni idrogeno formando una sostanza, la fluoroapatite, molto più solida e resistente della idrossiapatite.
  • Effetto antienzimatico: con inibizione della glicolisi batterica, agendo quindi come antifermentativo.

In parole semplici, il fluoro aiuta lo smalto a resistere meglio agli attacchi della placca batterica.

applicazione di lacche a base di fluoro

Da quando si deve cominciare la fluoroprofilassi?

La massima attività carioprotettiva del fluoro somministrato per via sistemica (con compresse o gocce) viene svolta quando lo si assume durante il periodo di formazione dello smalto. In sostanza, quando inizia a formarsi la struttura del dente prima della sua eruzione.

Il fluoro somministrato in seguito, captato dallo smalto o dalla placca del dente formato, ha un effetto “cariostatico” decisamente inferiore (all’incirca di un terzo). Sembra però che in questa fase la somministrazione topica (locale) con dentifrici e/o collutori specifici sia l’unica realmente efficace.

La differenza tra via sistemica e via locale

Oggi le linee guida internazionali e il Ministero della Salute puntano sempre di più verso la somministrazione locale (via topica), ovvero tramite l’uso quotidiano di dentifrici fluorati. L’assunzione per bocca con gocce o pastiglie (via sistemica) viene consigliata sempre meno e riservata solo a casi di alto rischio di carie, valutati attentamente dal pediatra o dal dentista. Lavarsi i denti mette il fluoro a contatto diretto con lo smalto proprio dove serve, riducendo al minimo il rischio di ingoiare quantità eccessive di minerale.

Quindi devo cominciare in gravidanza, ma da che periodo?

È necessario fare una premessa importante. La quantità di fluoro assunta con gli alimenti (es. pesce azzurro, frutti di mare, tè, patate, spinaci, cereali) non riesce spesso a raggiungere il fabbisogno totale (1 mg/die) a meno che non si possa disporre nella propria rete idrica o si beva acqua minerale con un contenuto di fluoro superiore a 0,7 mg/l (e le acque minerali con questa caratteristica non sono tante).

Quindi, per prima cosa, bisogna informarsi su che tipo di acqua si beve regolarmente e qual è la percentuale di fluoro contenuta.

Quantitativo di fluoro nelle acque minerali

Le acque minerali con contenuto di fluoro moderato (tra 0,3 ed 0,7 mg/l) sono:

  • Ferrarelle
  • Boario
  • Pracastello
  • Levico
  • San Pellegrino

Le acque minerali con concentrazioni di fluoro elevate (superiore a 0,7 mg/l) sono:

  • Uliveto
  • San Paolo
  • Acqua di Lete
mamma e bamino che bevono acqua

Perciò attenzione: nei casi in cui si beva un’acqua ricca di fluoro (da 0,70 mg/l a 1 mg/l), non è necessaria nessuna integrazione con pastiglie o gocce. In caso contrario, il vostro ginecologo e/o pediatra, dopo un’attenta anamnesi atta a verificare le vostre abitudini alimentari, saprà consigliare ad ognuno il dosaggio per una sicura e corretta fluoroprofilassi.

Contenuto di fluoro negli alimenti

Il fluoro è reperibile in diversi alimenti come tè, carne, cereali, frutta e pesce. In particolare, il pesce azzurro contiene alte quantità di fluoro, in media 1,60 mg per Kg di peso. Inoltre salmone, sardine e le uova sono particolarmente ricchi di fluoro.

Ecco una tabella orientativa con i milligrammi di fluoro presenti nei principali alimenti in base alle medie nutrizionali:

Alimento (in 100 g o 100 ml)Contenuto di fluoro stimato
Tè nero (infuso)0,30 – 0,50 mg
Pesce azzurro e salmone0,15 – 0,20 mg
Spinaci e verdure a foglia0,05 – 0,10 mg
Uova0,05 mg
Carne e cereali0,02 – 0,04 mg

Ma qual è il fabbisogno medio di fluoro giornaliero? Occorre calcolare 0,05 mg al giorno per kg di peso del bambino. Quindi, ad esempio, se vostro figlio pesa 20 kg, dovrebbe assumere circa 1 mg di fluoro al giorno.

Ho sentito parlare di fluorosi dentale. Cos’è e che cosa si rischia?

L’eccessiva supplementazione di fluoro nell’infanzia porta ad un’anomalia del contenuto dei sali minerali nei denti. È spesso dovuta ad un’ingestione cumulativa di fluoro durante la formazione dello smalto. Si parla in questo caso di fluorosi.

Un eccesso di fluoro provoca macchie e/o striature biancastre sui denti e aumenta la porosità dello smalto. Nelle fluorosi moderate o severe le macchie tendono a divenire più scure e lo smalto può presentare addirittura dei solchi.

La maggior parte delle fluorosi, spesso in bambini fino a 8 anni, è però di grado molto lieve o lieve. Ma è tuttavia, seppur non grave e rara, una condizione irreversibile. È soprattutto un danno estetico che andrà in futuro corretto per riportare i denti al loro originale colore. Inoltre, la tossicità del fluoro in eccesso pare non aiuti le cellule dentali nel loro naturale accrescimento.

Iperdosaggio di fluoro

Un iperdosaggio di fluoro può causare un problema di fluorosi. Una raccomandazione: attenzione ai bambini piccoli che si lavano i denti con dentifrici fluorati. Tendono, anche involontariamente, ad ingerire il prodotto. L’assunzione di fluoro, se si hanno altre fonti aggiuntive, rischia di andare fuori controllo. I genitori, se possono, sorveglino!

Tossicità del fluoro

Le fluorosi di entità grave sono molto rare, sono vere proprie intossicazioni da composti fluorurati con alterazioni scheletriche che consistono in:

  • osteosclerosi (indurimento o addensamento anomalo dell’osso)
  • osteomalacia (mineralizzazione inadeguata delle ossa)

Osteosclerosi e osteomalacia associate vengono definite osteofluorosi. Una cronica assunzione di composti fluorurati rende le ossa meno flessibili, perciò più soggette a fratture. L’iperdosaggio di fluoro, accumulato in modo continuativo nel nostro organismo, è inoltre responsabile di disordini endocrini e immunitari.

L’igiene orale nei bambini e le abitudini alimentari bastano?

Tenendo conto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ritiene efficace una supplementazione con fluoro nella prevenzione della carie unita all’altrettanto valida ed indispensabile pratica dell’igiene orale già dall’infanzia, possiamo concludere che:

  1. Se si vive in una zona dove la concentrazione di fluoro nell’acqua potabile e le eventuali fonti aggiuntive di questo elemento sono modeste, una fluoroprofilassi alle dosi raccomandate esplica la sua funzione carioprotettiva senza arrecare nessun danno.
  2. Se sono limitati i fattori di rischio carie (alimentazione appropriata, igiene orale scrupolosa, minima predisposizione in famiglia a fenomeni cariosi) e se la zona in cui si vive ha un’acqua con percentuali di fluoro tra 0,70 mg/l e 1 mg/l, la fluoroprofilassi può ritenersi assolutamente non necessaria.

Il fluoro viene normalmente assimilato in piccole quantità dall’uomo attraverso i vegetali, l’acqua e anche in modo accidentale attraverso additivi alimentari, pesticidi, insetticidi. Nell’organismo si deposita in particolare nello scheletro e nei denti, dove gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella protezione della normale struttura morfologica e chimica del dente.

Come orientarsi tra le tante informazioni?

Quando si leggono i molteplici articoli sul fluoro e sulla fluorosi in internet, ci si trova spesso in confusione. Oggi si legge un lavoro scientifico che dice una cosa; domani se ne legge un altro che dice il contrario. Non scoraggiatevi: è un vantaggio poter disporre di tante opinioni. Si può ragionare meglio con la propria testa. Si legge il più possibile e poi si traggono le conclusioni. Riflettete sempre sul saggio concetto che nelle profilassi e nelle terapie mediche “…ciò che vale per gli altri potrebbe non valere per me.”

Noi vogliamo solo segnalarvi le poche prove indiscutibili di cui la medicina odontoiatrica dispone sull’argomento “Fluoroprofilassi” e darvi qualche suggerimento utile.

bambina che si spazzola i denti

Domande frequenti (FAQ)

Cosa devo fare se mio figlio ingoia per sbaglio un po’ di dentifricio al fluoro?

Non c’è da preoccuparsi se accade occasionalmente, soprattutto se rispetti le piccole dosi consigliate sullo spazzolino (un chicco di riso fino ai 3 anni, la grandezza di un pisello dai 3 ai 6 anni). Per evitare che diventi un’abitudine quotidiana, supervisiona sempre il momento in cui si lava i denti e insegnagli gradualmente a sputare tutta la schiuma senza deglutire.

Il fluoro serve anche per i denti da latte o solo per quelli definitivi?

È fondamentale anche e soprattutto per i denti da latte. Proteggere i denti decidui dalla carie è essenziale per permettere al bambino di masticare correttamente, evitare infezioni dolorose e mantenere lo spazio adeguato nella gengiva per la crescita sana, dritta e regolare dei denti definitivi futuri.

L’acqua del rubinetto di casa contiene abbastanza fluoro per proteggere i denti?

In Italia, quasi tutte le acque potabili della rete idrica comunale hanno una concentrazione di fluoro naturale molto bassa (in genere inferiore a 0,3-0,5 mg/l). Proprio per questo motivo, l’uso quotidiano e costante di un dentifricio fluorato rappresenta il metodo più semplice, efficace e sicuro per garantire al bambino la giusta protezione locale sullo smalto.

Ricerche PubMed

Box di ricerca 1

  • Titolo: Fluorizzazione dell’acqua e prevenzione della carie dentale a livello globale: una revisione sistematica e una metanalisi.
  • Data: 26 giugno 2026
  • Autori: Nascimento CFD, Gindri LADS, de Oliveira MN, Paranhos LR, Hugo FN.
  • Link: Studio su PubMed

Box di ricerca 2

  • Titolo:Ruolo della nutrizione nella prevenzione della carie dentale nei bambini e negli adolescenti: una revisione sistematica
  • Data: 11 febbraio 2026
  • Autori: Dipalma G, Inchingolo AM, Fiore A, Chieppa S, Carone C, Tartaglia FC, Palermo A, Inchingolo AD, Inchingolo F.
  • Link: Studio su PubMed

Conclusioni

In conclusione, la prevenzione della carie attraverso il fluoro rimane una risorsa preziosa per la salute dentale dei bambini, ma richiede equilibrio e personalizzazione. Come abbiamo visto, non esiste una regola unica per tutti: ogni famiglia ha abitudini alimentari diverse e consuma acque con differenti concentrazioni minerali. Il segreto per sfruttare i benefici del fluoro senza correre il rischio della fluorosi è favorire l’applicazione locale tramite il dentifricio sotto sorveglianza dei genitori, e valutare eventuali integrazioni in pastiglie solo insieme al proprio pediatra o al dentista di fiducia, proteggendo così il sorriso dei più piccoli in modo sicuro e su misura.

Dr Claudio Marino

Il Dr. Claudio Marino è odontoiatra e specialista in Chirurgia Orale. Laureato a Milano, collabora con il Policlinico e l'Ospedale Galeazzi, dedicandosi all'implantologia, alla parodontologia e alla rigenerazione ossea. Ha affinato la sua pratica clinica al fianco del Dott. Gabriele Villa e si aggiorna costantemente sulle tecniche digitali più avanzate. È membro di importanti società scientifiche come ANDI e SIdP.


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