Parodontite: cos’è, sintomi, cause e cure
Articolo aggiornato il 27/07/2026
La parodontite, conosciuta storicamente con il termine di piorrea, è una malattia infiammatoria cronica provocata dall’accumulo di placca e tartaro che colpisce e distrugge i tessuti di sostegno del dente. Se non diagnosticata e curata tempestivamente, questa infezione consuma progressivamente l’osso attorno alle radici, provocando la mobilità e la successiva caduta dei denti. Intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali permette di bloccarla con successo grazie a moderne terapie parodontali non invasive, evitando il ricorso alla chirurgia e salvaguardando il sorriso naturale.
Le strutture che circondano il dente e lo aiutano a mantenersi saldo nell’osso mascellare formano il parodonto, che è composto da:
- la gengiva
- l’osso alveolare
- il legamento parodontale
- il cemento radicolare che ricopre la radice del dente

Indice dei contenuti
- 1. I sintomi della parodontite: quali sono?
- 2. Le cause principali e i fattori di rischio
- 3. Come si esegue la diagnosi?
- 4. Come si cura la parodontite?
- 5. Costi del trattamento parodontale: da cosa dipendono?
- 6. Mantenimento e prevenzione: come evitare recidive
- 7. Domande e risposte sulla parodontite
- 7.1. Come si cura la parodontite?
- 7.2. Come capire se si soffre di parodontite?
- 7.3. Cosa fare per fermare la parodontite?
- 7.4. Quanto tempo ci vuole per guarire dalla parodontite?
- 7.5. Quale farmaco o antibiotico usare contro la parodontite?
- 7.6. Cosa succede se non si cura la parodontite?
- 7.7. Qual è il miglior dentifricio per la parodontite?
- 7.8. Qual è il miglior collutorio per la parodontite?
- 7.9. Come togliere l’infiammazione alle gengive in modo naturale?
- 8. Video sulla parodontite
- 9. Test di autovalutazione
- 10. Ultime Ricerche Scientifiche (Aggiornamento 2024-2025)
- 11. Conclusione
I sintomi della parodontite: quali sono?
Tutto ha inizio solitamente con una semplice gengivite, ovvero un’infiammazione superficiale che provoca il sanguinamento delle gengive. Se viene trascurata, l’infezione scende in profondità e si trasforma in malattia parodontale, creando delle tasche infette tra il dente e l’osso. Questa patologia arriva a colpire quasi un adulto su due ed è particolarmente frequente tra i 50 e i 75 anni, con una diffusione maggiore negli uomini rispetto alle donne.
I primi segnali di allarme
Generalmente la parodontite non provoca dolore acuto fino alle fasi più avanzate. Per questo motivo è fondamentale prestare attenzione ai seguenti segnali:
- Sanguinamento delle gengive: si nota durante lo spazzolamento, quando si usa il filo interdentale o in modo del tutto spontaneo.
- Gengive arrossate e gonfie: i tessuti appaiono infiammati, lucidi e indolenziti al tatto.
- Sensibilità dentale: fastidio o dolore quando si assumono cibi e bevande calde o fredde.
- Alito cattivo persistente: alitosi cronica causata dai batteri nascosti nelle tasche profonde.
- Spazi tra i denti: comparsa di nuove fessure o allontanamento progressivo dei denti tra loro.
- Gengive ritirate: i denti sembrano più lunghi perché la radice rimane scoperta (recessione gengivale).
- Mobilità dentale: i denti iniziano a muoversi o a cambiare leggermente posizione quando si mastica.
Per valutare la gravità della malattia, il dentista misura la profondità del solco gengivale: si parla di parodontite iniziale o moderata quando il sondaggio è inferiore a 5 millimetri, e di parodontite avanzata o grave quando supera i 5 millimetri.

Le cause principali e i fattori di rischio
La causa primaria della parodontite è la placca batterica, una pellicola trasparente che si deposita quotidianamente sui denti e che, se non viene rimossa, si calcifica trasformandosi in tartaro. Il tartaro non può essere eliminato a casa con lo spazzolino, ma richiede una seduta di igiene professionale in studio.
Esistono inoltre diversi fattori di rischio che favoriscono l’infezione e accelerano la distruzione dell’osso:
- Il fumo di sigaretta: è uno dei fattori più pericolosi perché riduce l’apporto di sangue alle gengive, nasconde il sanguinamento e ritarda la diagnosi.
- Diabete e malattie metaboliche: i pazienti affetti da diabete hanno una suscettibilità molto più alta alle infezioni gengivali.
- Denti storti e malocclusioni: rendono difficile spazzolare perfettamente ogni punto della bocca, facilitando l’accumulo di placca.
- Stress e difetti immunitari: abbassano le difese naturali dell’organismo contro la proliferazione dei batteri.
- Uso di specifici farmaci: terapie con steroidi, ciclosporine o calcioantagonisti possono alterare la salute del tessuto gengivale.
La parodontite è contagiosa?
I batteri responsabili di questa infezione possono essere trasmessi da una persona all’altra attraverso la saliva, ad esempio con un bacio all’interno della coppia o tra familiari. Tuttavia, il semplice passaggio dei batteri non è sufficiente a causare la malattia: lo sviluppo della parodontite dipende soprattutto dalla predisposizione individuale del paziente e dalla cura quotidiana dell’igiene orale. Vi mettiamo a disposizione uno studio citato nella biblioteca online della letteratura scientifica internazionale.
La parodontite è ereditaria?
Gli studi scientifici indicano che esiste una forte componente genetica. Chi ha familiari stretti che hanno sofferto di piorrea ha probabilità molto più elevate di sviluppare lo stesso problema. In presenza di familiarità è quindi indispensabile incrementare le visite di controllo dal dentista e mantenere una pulizia domiciliare molto attenta.
Può colpire anche i bambini?
Sì, anche i bambini e i ragazzi possono ammalarsi di parodontite, sebbene sia un’eventualità molto meno frequente rispetto agli adulti. Nei più piccoli l’infiammazione parte di solito da un accumulo di placca dovuto a un’igiene orale poco accurata, ma in rari casi può evolvere in parodontite a causa di una predisposizione genetica o di particolari patologie di base. Riconoscere subito gengive gonfie o che sanguinano è essenziale per intervenire precocemente.
Come si esegue la diagnosi?
Per valutare lo stato di salute delle gengive e impostare una cura efficace, il parodontologo segue un percorso diagnostico preciso:
- Sondaggio parodontale: con una speciale sonda millimetrata si misura punto per punto la profondità della tasca tra la gengiva e il dente per valutare la perdita di attacco.
- Status radiografico endorale: si eseguono delle piccole radiografie dettagliate per ogni singolo dente, indispensabili per individuare il livello reale di osso residuo.
- Analisi 3D: nei casi più complessi si ricorre a una tac cone beam per analizzare i difetti ossei in tre dimensioni.
- Test microbiologico e genetico: consente di individuare le percentuali e i tipi esatti di batteri presenti nella bocca, permettendo di scegliere la strategia terapeutica più mirata.

Come si cura la parodontite?
La malattia parodontale si può fermare e tenere sotto controllo con successo, a patto di intervenire prima che il supporto osseo sia del tutto perduto. Oggi disponiamo di protocolli moderni e poco invasivi per pulire le tasche e favorire la guarigione dei tessuti.
Trattamento parodontale non chirurgico
Il primo passo della cura consiste in una seduta di igiene professionale approfondita e nella levigatura radicolare dei denti che presentano tasche gengivali. Lo scopo è rimuovere completamente il tartaro e la placca batterica depositati sulle radici sotto la gengiva, rendendo le superfici pulite e lisce per permettere ai tessuti di riattaccarsi in modo sano.
Cura della parodontite con il laser
L’utilizzo del laser associato alla terapia tradizionale ha migliorato notevolmente i risultati della cura parodontale. Nella nostra clinica utilizziamo un laser a diodi dedicato specificamente alla parodontologia, che combina l’azione di decontaminazione profonda della luce alla biostimolazione dei tessuti.
I vantaggi di questo trattamento non invasivo sono numerosi:
- eliminazione del dolore e del sanguinamento gengivale
- assenza di incisioni con il bisturi e di punti di sutura
- nessun bisogno di anestesia nella maggior parte dei casi
- sensibilità dentale drastica e rapida riduzione
- recessioni gengivali ridotte al minimo rispetto ai metodi tradizionali
- decontaminazione superiore dei batteri nascosti nelle tasche
- efficacia elevata anche nelle forme di parodontite aggressiva giovanile
Nuova terapia rigenerativa non chirurgica
La perdita di tessuto di sostegno dei denti può essere trattata con un approccio non invasivo e del tutto indolore.
La valutazione del parodontologo permette di individuare le tasche che possono essere trattate con questa terapia. Bisogna analizzare i fattori legati al difetto osseo quali la profondità e l’angolo radiologico del difetto, il numero di pareti ossee residue, la profondità della tasca e il grado di mobilità dentale. L’analisi del clinico serve quindi a valutare su quali difetti è possibile intervenire con un approccio efficace e predicibile.
Utilizzando questa tecnica di rigenerazione è possibile eliminare o ridurre queste tasche per garantire la stabilità dei denti e arrestare la malattia.
Tramite l’uso di efficaci strumenti ultrasonici e utilizzando proteine derivate dalla matrice dello smalto, che stimolano i processi fondamentali per la rigenerazione del parodonto, siamo in grado di ottenere risultati clinici paragonabili a quelli della classica chirurgia parodontale senza dover utilizzare bisturi, senza praticare alcuna incisione e quindi senza punti di sutura.
Grazie a questo trattamento non chirurgico assisteremo ad una rigenerazione dei tessuti. Nelle immagini si osserva un guadagno di attacco parodontale ed osso di un dente gravemente compromesso con la conseguente riduzione della profondità di sondaggio in un paziente trattato con questa tecnica dal Dr. Gabriele Villa e dal Dr. Antonio Chellini.

Trattamento parodontale chirurgico
La terapia chirurgica trova indicazione in una percentuale minore del 5% dei casi e viene riservata a difetti ossei molto profondi, dove l’approccio non chirurgico non riesce a pulire il fondo della tasca. La chirurgia può essere resettiva, per eliminare le tasche modificando l’osso e facilitando la pulizia a casa, oppure rigenerativa, impiegando biomateriali e membrane per ricostruire il tessuto osseo perduto.
Quando invece il dente ha perso ogni sostegno ed è irrecuperabile, l’unica soluzione per ripristinare la corretta masticazione e l’estetica del sorriso è ricorrere all’implantologia dentale.
Costi del trattamento parodontale: da cosa dipendono?
Il costo per curare la parodontite varia da persona a persona e dipende soprattutto dallo stadio in cui si trova la malattia al momento della prima visita. Fattori come la gravità dell’infiammazione, il tipo di trattamento necessario, la quantità di sedute e le eventuali terapie di mantenimento incidono sull’impegno economico complessivo. Muoversi in anticipo e chiarire subito la situazione con il dentista è sempre la scelta migliore: curare l’infezione alle prime fasi richiede infatti interventi meno complessi e costi decisamente più contenuti rispetto al dover trattare situazioni avanzate o alla necessità di sostituire i denti persi.
Mantenimento e prevenzione: come evitare recidive
La parodontite è una patologia cronica: per impedire che l’infiammazione si riattivi e distrugga altro osso è indispensabile seguire un programma di mantenimento periodico. Le sedute di richiamo vengono pianificate ogni 3 o 6 mesi in base al livello di rischio del paziente. Durante i controlli si aggiornano le misurazioni delle tasche, si monitora l’assenza di sanguinamento e si rimuovono la placca e il tartaro sopragengivale e sottogengivale.
L’importanza dell’igiene orale domiciliare
Il risultato delle cure odontoiatriche dipende in larga parte dalla costanza del paziente nell’igiene quotidiana a casa. Ecco gli strumenti da utilizzare ogni giorno per mantenere le gengive sane:
- Lo scovolino interdentale: è lo strumento fondamentale. Va scelto della misura corretta per ogni spazio, inserito delicatamente in modo orizzontale e mosso avanti e indietro per 5 o 10 volte dopo lo spazzolamento.
- Lo spazzolino elettrico: è preferibile al modello manuale. Si usa per due minuti tenendo la testina inclinata a 45 gradi verso il bordo della gengiva con una pressione leggera, procedendo dente per dente. La testina va sostituita ogni 2 o 3 mesi.
- Il filo interdentale e il collutorio: il filo va utilizzato negli spazi molto stretti dove lo scovolino non passa. I collutori (soprattutto a base di clorexidina) vanno usati solo a cicli limitati e su indicazione specifica del dentista o dell’igienista.
Domande e risposte sulla parodontite
Come si cura la parodontite?
Si cura eliminando placca e tartaro dalle radici tramite sedute di pulizia profonda (levigatura radicolare), associate spesso all’uso del laser per decontaminare le tasche. Nei casi gravi o con profonde perdite ossee si interviene con la micro-chirurgia rigenerativa per ricostruire l’attacco perduto.
Come capire se si soffre di parodontite?
I sintomi più evidenti sono il sanguinamento gengivale durante lo spazzolamento, le gengive arrossate o gonfie, l’alito cattivo persistente e la sensibilità al freddo. Con l’avanzare dell’infezione i denti appaiono più lunghi perché la gengiva si ritira, si aprono nuovi spazi tra i denti e compare la mobilità dentale.
Cosa fare per fermare la parodontite?
Per fermare l’avanzamento della malattia occorre rivolgersi al dentista per un sondaggio e una pulizia professionale profonda delle radici. A casa bisogna mantenere un’igiene scrupolosa con spazzolino e scovolino ed è fondamentale smettere di fumare, poiché il fumo è tra i principali responsabili del peggioramento osseo.
Quanto tempo ci vuole per guarire dalla parodontite?
I primi miglioramenti, come la riduzione del gonfiore e la fine del sanguinamento, si notano già poche settimane dopo la pulizia profonda e il trattamento laser. La guarigione completa dei tessuti profondi e la stabilizzazione delle tasche richiedono tuttavia un monitoraggio da due a sei mesi.
Quale farmaco o antibiotico usare contro la parodontite?
Non esistono farmaci o antibiotici fai-da-te in grado di curare la parodontite. Gli antibiotici possono essere prescritti dal dentista solo in specifici casi di infezione acuta o in base ai risultati del test microbiologico, e devono sempre essere associati alla rimozione meccanica del tartaro in studio.
Cosa succede se non si cura la parodontite?
Se trascurata, l’infiammazione cronica distrugge tutto l’osso che sostiene le radici, portando alla mobilità e alla caduta dei denti. Inoltre, i batteri orali entrano nella circolazione sanguigna aumentando il rischio di complicanze cardiovascolari e peggiorando il controllo glicemico nel diabete.
Qual è il miglior dentifricio per la parodontite?
Il dentifricio consigliato è un prodotto formulato con principi attivi antibatterici (come zinco e fluoro) per combattere la placca, arricchito con estratti vegetali per lenire le gengive infiammate. Nessun dentifricio è però efficace se prima non si rimuove il tartaro sottogengivale con una pulizia professionale.
Qual è il miglior collutorio per la parodontite?
I collutori più utili sono quelli contenenti agenti antibatterici come la clorexidina o lo zinco cloruro, uniti ad estratti di aloe vera per un’azione lenitiva sui tessuti. I collutori alla clorexidina vanno utilizzati esclusivamente per brevi cicli di cura e secondo le precise istruzioni del dentista.
Come togliere l’infiammazione alle gengive in modo naturale?
Sciacqui con acqua tiepida e sale o con infusi di erbe come camomilla e malva possono dare un sollievo temporaneo riducendo il gonfiore superficiale. Nessun rimedio naturale è però in grado di rimuovere il tartaro incrostato sotto la gengiva: per eliminare l’infiammazione serve sempre una pulizia odontoiatrica.
Video sulla parodontite
In questo breve video il Dr. Gabriele Villa vi spiegherà meglio che cos’è la parodontite.
Test di autovalutazione
Rispondi alle seguenti domande per verificare la salute delle tue gengive:
- Quando spazzoli i denti o usi il filo interdentale le gengive sanguinano?
- Noti che le tue gengive sono arrossate, gonfie o ti fanno male?
- Avverti una maggiore sensibilità dentale al caldo o al freddo?
- Ti sembra che i denti siano diventati più lunghi o che le gengive si siano ritirate?
- Si sono formati dei nuovi spazi vuoti tra un dente e l’altro?
- Quando mastichi senti che qualche dente si muove?
- Hai spesso la sensazione di avere l’alito cattivo?
- Hai familiari diretti che hanno o hanno avuto problemi di piorrea e perdita dei denti?
Se hai risposto sì anche a una sola di queste domande, ti consigliamo di prenotare al più presto una visita specialistica dal tuo dentista per eseguire un sondaggio parodontale.
Ultime Ricerche Scientifiche (Aggiornamento 2024-2025)
La medicina parodontale è in continua evoluzione. Ecco le scoperte più recenti dalla letteratura medica internazionale che confermano l’importanza di curare le gengive per la salute globale:
1. Il “Bollino Rosso” per il Cuore: Conferme a Lungo Termine Uno studio di follow-up pubblicato nel 2024 (Studio PAROKRANK) ha monitorato i pazienti per quasi 10 anni, confermando che chi soffre di parodontite ha un rischio significativamente più alto di eventi cardiovascolari futuri (come infarti o ictus) rispetto a chi ha gengive sane.
- Perché è importante: Dimostra che la parodontite non è solo un “fastidio” momentaneo, ma un fattore di rischio che agisce nel tempo. Curarla significa fare prevenzione cardiologica attiva.
- Fonte: PubMed – Studio PAROKRANK 2024
2. Asse Gengive-Cervello: La Nuova Frontiera (Alzheimer) Diverse revisioni sistematiche del 2025 stanno mettendo in luce un “asse parodontite-cervello”. È stato osservato che l’infiammazione cronica orale e alcuni batteri specifici (come il P. gingivalis) possono superare le barriere difensive e contribuire ai processi neuro-infiammatori legati all’Alzheimer e al declino cognitivo.
- Perché è importante: Apre una nuova prospettiva in cui l’igiene orale diventa fondamentale anche per proteggere la salute neurologica nella terza età.
- Fonte: PubMed – Associazione Parodontite e Alzheimer 2025
3. Diabete e Parodontite: Un Legame Bidirezionale Sempre più Forte Nuove evidenze del 2025 ribadiscono che la relazione è a doppio senso: non solo il diabete peggiora le gengive, ma la parodontite non trattata può contribuire attivamente all’insorgenza del Diabete di Tipo 2, peggiorando il controllo glicemico.
- Perché è importante: Per i pazienti diabetici o pre-diabetici, la terapia parodontale è ormai considerata parte integrante della cura metabolica per aiutare a stabilizzare la glicemia.
- Fonte: PubMed – Meccanismi del legame Parodontite-Diabete 2025
Conclusione
La parodontite è una patologia seria che minaccia la stabilità dei denti e influenza negativamente la salute generale di tutto l’organismo. Con la giusta prevenzione, una diagnosi precoce e i moderni trattamenti laser non invasivi, è possibile bloccare l’infezione ed evitare l’estrazione nel 95% dei casi senza dover affrontare la chirurgia. La salute del tuo sorriso inizia dalle fondamenta: prenditi cura delle tue gengive ogni giorno e affidati a un controllo specialistico per conservare i tuoi denti naturali nel tempo.
Per chi cerca un centro specializzato nel trattamento della parodontite a Biella, la Clinica Villa rappresenta un punto di riferimento fondamentale sul territorio. Sotto la guida clinica del Dott. Gabriele Villa, la struttura si occupa della diagnosi e della cura della piorrea utilizzando protocolli all’avanguardia, sistemi di ingrandimento e laser odontoiatrici per guarire le tasche in modo indolore e preservare i denti naturali. Se risiedi a Biella o nelle zone limitrofe e avverti sintomi come sanguinamento o mobilità dentale, il nostro team è a disposizione per una valutazione specialistica approfondita.
Dott Gabriele Villa
Laureato presso l’Università degli Studi di Milano nell’anno 2010. Ha conseguito un “Post Graduate Program” alla New York University con una tesi sull’aumento dei tessuti molli intorno agli impianti. “Current Concepts in American Dentistry: Advances in Implantology and Oral Rehabilitation” 2018.
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