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Caso clinico di implantologia in paziente con parodontite e carie

Caso clinico di implantologia in paziente con parodontite e carie

Domenico 68 anni, di Milano, si era presentato alla nostra osservazione con una riabilitazione con corone in ceramica su entrambe le arcate fatta circa 15 anni prima. I monconi dentali che supportavano le corone erano ormai irrecuperabili in quanto affetti sia da parodontite che da carie.

Il paziente aveva perciò estrema necessità di risolvere al più presto il suo problema soprattutto funzionale; infatti i ponti in oro-ceramica si erano decementati più volte e la riabilitazione sull’arcata superiore aveva acquisito una mobilità tale da impedirgli una corretta masticazione. Visto che la moglie era già stata riabilitata nella nostra Clinica, aveva richiesto una visita per valutare se era possibile, anche nel suo caso, una soluzione con l’implantologia dentale.

Analisi del caso di Domenico

E’ stata effettuata al paziente una TAC Cone Beam che è stata trasformata, tramite un software dedicato, in un’immagine digitale tridimensionale. Si è evidenziata una situazione di qualità e quantità ossea più che sufficiente per l’inserimento degli impianti e si è deciso di intervenire con un protocollo di chirurgia non invasiva, scartando, senza esitazione, l’opzione della tecnica All on 4. In questo caso clinico, secondo il nostro punto di vista, la tecnica All on 4, vista la buona quantità di osso residuo e la ottima qualità del tessuto gengivale, sarebbe stata addirittura controindicata.

La innegabile natura invasiva di questo protocollo avrebbe richiesto, al fine di creare una falsa gengiva artificiale, l’amputazione di una porzione di osso e lo scollamento dei tessuti gengivali che avevano comunque conservato una morfologia naturale. A nostro parere, in una situazione come questa, una scelta chirurgica come L’All on 4 sarebbe stata assolutamente non biologica in quanto non preservava l’anatomia preesistente.

la panoramica

La panoramica prima

L’intervento di Domenico

Al paziente, in sedazione cosciente, sono stati estratti i monconi compromessi da parodontite e carie. Dopo avere accuratamente ripulito gli alveoli post-estrattivi (le cavità rimaste dopo la rimozione dei denti), senza scollare nessun lembo gengivale, in chirurgia flapless, sono stati inseriti 5 impianti, di cui 4 direttamente negli alveoli stessi. Per evitare il riassorbimento della porzione esterna dell’alveolo è stato utilizzato, come da protocollo, del biomateriale. Il fine è quello di preservare la corretta morfologia ossea e di conseguenza la preesistente architettura gengivale.

Durante tutto l’intervento siamo stati guidati dalla ricostruzione tridimensionale, ottenuta dalla TAC, al fine di sfruttare in maniera ottimale l’osso residuo.

la panoramica dopo

La panoramica dopo l’inserimento degli impianti dentali

Nel giro di 24 ore al paziente è stato consegnato un provvisorio fisso avvitato sugli impianti con l’emergenza dei denti dalle gengive naturali. Questa tecnica di carico immediato post-estrattivo che prevede la fuoriuscita dei denti dalle gengive naturali, con la protesi definitiva sempre avvitata sugli impianti, è stata ideata dal Dr. Roberto Villa e chiamata OnlyOne.

A distanza di 6 mesi dall’intervento è stata consegnata al paziente la protesi definitiva in zirconio- ceramica avvitata, come il provvisorio, sugli impianti.

il caso iniziale

La situazione iniziale dell’arcata inferiore. Parodontite e carie

provvisorio

Il provvisorio dopo 24 ore dopo l’intervento

 il provvisorio 10 giorni dopo

Il provvisorio dopo 10 giorni dall’intervento

Protesi definitiva a 2 anni

La riabilitazione definitiva a 2 anni dall’intervento

La soddisfazione del paziente per l’esito dell’intervento era tale da decidere, ultimamente, di riabilitare con impianti dentali anche l’arcata inferiore. Con gli stessi principi si è deciso di intervenire, così come si era operato per la riabilitazione dell’arcata superiore, con un protocollo di chirurgia non invasiva, evitando l’opzione della tecnica All on 4.

Anche per la riabilitazione dell’arcata inferiore è stata effettuata la stessa tecnica chirurgica. Sono stati rimossi i denti residui e contemporaneamente inseriti 4 impianti.

la panoramica finale

La panoramica dell’arcata inferiore con gli impianti dentali inseriti

Nel giro di 24 ore è stato consegnato al paziente un provvisorio fisso avvitato sugli impianti con l’emergenza dei denti dalle gengive naturali.

caso inferiore iniziale

La situazione iniziale

il provvisorio a 24 ore

La riabilitazione con il provvisorio a 24 ore dall’intervento

A distanza di circa 6 mesi è stata consegnata al paziente la riabilitazione definitiva in zirconio-ceramica anche sull’arcata inferiore.

 la riabilitazione finale

La riabilitazione finale di entrambe le arcate con tecnica di Implantologia Estetica Immediata OnlyOne® a distanza di circa 3 anni dal primo intervento

Conclusioni: i vantaggi di un’alternativa all’All on 4

In questo caso la scelta di evitare l’All on 4 è stata dettata non da motivi estetici (il paziente quando sorrideva non scopriva assolutamente le gengive) ma da motivi funzionali:

  • la tecnica di implantologia con chirurgia mini-invasiva che abbiamo utilizzato non ha creato alcun dolore né edema al paziente che ha ripreso immediatamente la sua abituale attività lavorativa
  • la biologia dei tessuti è stata rispettata
  • non avendo creato una flangia di falsa gengiva, le manovre di igiene orale sono rimaste inalterate e quindi di facile esecuzione

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