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Caso clinico canino incluso

Caso clinico canino incluso

Roberta giunta alla nostra osservazione, proveniente da Milano, presentava dei ponti su denti naturali che gli erano stati fatti circa vent’anni prima. La parodontite aveva reso i suoi denti instabili. La paziente alla visita aveva portato con sé una panoramica recente che evidenziava inoltre la presenza di un canino incluso. Nonostante i suoi denti fossero collegati dai ponti, essi presentavano una certa mobilità, dovuta alla parodontite. Si sarebbe dovuto provvedere, sicuramente, alla loro estrazione.

Il caso era complicato dalla presenza, nel secondo quadrante superiore, di un canino incluso, che andava rimosso. Questo dente occupava uno spazio di dimensione piuttosto consistente ed era facilmente immaginabile che dopo la sua estrazione in quell’area ci sarebbe stata una notevole lacuna ossea.

Quanto è importante la TAC Cone Beam?

La TAC Cone Beam della paziente è stata rielaborata con un software dedicato. Si è creata così una visualizzazione tridimensionale della TAC che ci ha permesso di pianificare l’intervento di implantologia in base alle zone più favorevoli di osso residuo.

Chirurgia non invasiva come avviene l’intervento?

Alla paziente, in sedazione cosciente, sono stati estratti in primo luogo il canino incluso e i denti vicini. E’ stata utilizzata una chirurgia mini-invasiva avendo cura di preservare al massimo la morfologia osseo-gengivale preesistente, ad esclusione della rimozione del canino incluso che ha richiesto un inevitabile scollamento palatale.

Prima dell’intervento
Prima dell’intervento
Panoramica dentale prima e dopo
Panoramica dentale prima e dopo

Nella lastra sopra si nota il canino incluso. Nella seconda, sotto, si vedono gli impianti inseriti, di cui uno inclinato, per evitare questa zona critica. E’ opportuno segnalare che si sono inseriti 5 impianti dentaliquattro direttamente negli alveoli post-estrattivi (le cavità rimaste dopo la rimozione dei denti). Un impianto è stato inserito bypassando la zona carente di osso dove vi era il canino incluso. 

L’intervento è stato eseguito con tecnica mini invasiva. Con questo tipo di tecnica abbiamo evitato retrazioni tissutali ed esiti cicatriziali, ottenendo un risultato estetico ottimale. La paziente è stata riabilitata dopo 24 ore con un provvisorio avvitato sugli impianti dentali.

Questa tecnica di carico immediato post-estrattivo che prevede la fuoriuscita dei denti dalle gengive naturali con la protesi  definitiva sempre avvitata sugli impianti è stata ideata dal Dr. Roberto Villa e chiamata OnlyOne.

Riabilitazione provvisoria dopo 24 ore dall’intervento
Riabilitazione provvisoria dopo 24 ore dall’intervento
Sorriso finale
Sorriso finale
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