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Perimplantite: cause e rimedi

Perimplantite: cause e rimedi

Scritto da Dott Gabriele Villa il . Pubblicato in .

La perimplantite è un’infezione che rappresenta il motivo principale per cui si rischia di perdere un impianto dentale. In questa guida, completamente aggiornata 2026 con le cure e le tecniche più recenti, ti spieghiamo in modo semplice come affrontarla. Questa infiammazione colpisce la gengiva e l’osso che circondano l’impianto, distruggendoli piano piano. Se l’impianto perde il suo sostegno osseo, finisce per cadere. Per questo è vitale rivolgersi al medico ai primissimi sintomi.

Cause della perimplantite

La gengiva che protegge un impianto è diversa da quella di un dente naturale. Nei denti veri esiste un legamento elastico che sigilla lo spazio tra dente e gengiva, bloccando i batteri. L’impianto non ha questo legamento, quindi è più esposto agli attacchi esterni.

La causa principale del problema è la scarsa igiene orale. Se i denti non vengono puliti bene, i batteri si accumulano e creano un’infezione, in modo molto simile a quello che succede con la parodontite nei denti naturali. Anche avere una gengiva sottile e poco aderente all’impianto è un forte fattore di rischio.

Differenza impianto sano ed impianto malato
Differenza impianto sano ed impianto malato

Sintomi della perimplantite

Di solito, l’infezione parte in modo lieve, colpendo solo la gengiva superficiale. È importante riconoscere subito i segnali per intervenire in tempo.

La mucosite che cos’è?

La mucosite è la prima fase dell’infiammazione. La gengiva attorno all’impianto diventa rossa e può sanguinare leggermente quando ti lavi i denti. In questo stadio non c’è dolore, ma potresti sentire un po’ di fastidio. Se presa in tempo, la mucosite si cura facilmente e non lascia danni.

radiografia e foto di una perimplantite iniziale
Perimplantite iniziale. Mucosite

Impianto dentale che si muove

Se l’infiammazione non viene curata, scende in profondità e intacca l’osso. In questa fase avanzata potresti notare del pus (liquido bianco-giallastro), il presentarsi del problema delle gengive ritirate e l’impianto potrebbe iniziare a muoversi. Questo significa che la perimplantite ha già distrutto parte del supporto osseo.

Il rigetto di un impianto esiste?

Il rigetto è una reazione di difesa del nostro corpo contro un organo o un tessuto estraneo. Nel caso dell’implantologia, si usano viti in titanio. Il titanio è un materiale totalmente biocompatibile che il nostro sistema immunitario non riconosce come nemico. Pertanto, il vero “rigetto” in implantologia non esiste: se si perde un impianto, la colpa è sempre di un’infezione batterica o di una mancata integrazione iniziale con l’osso.

Prevenire la perimplantite

La prevenzione parte prima di tutto dallo studio dentistico. Il chirurgo deve valutare bene la tua situazione di partenza, scegliendo impianti di alta qualità e verificando che tu abbia abbastanza gengiva forte per proteggere il lavoro. Oggi si usano impianti moderni studiati apposta per ridurre l’adesione dei batteri.

E tu cosa puoi fare?

A casa, la responsabilità passa a te. Devi curare la pulizia dei denti in modo ancora più attento rispetto a prima. Usa lo spazzolino, il filo o gli scovolini come ti ha spiegato l’igienista. Soprattutto, non saltare mai i controlli periodici: fare una radiografia di controllo all’anno e una pulizia professionale ogni 4-6 mesi è l’unico modo per tenere l’impianto al sicuro nel tempo.

Diagnosi della perimplantite

Per capire se c’è un’infezione, il dentista usa uno strumento apposito chiamato sonda, che misura delicatamente lo spazio tra la gengiva e l’impianto. Se c’è sanguinamento, significa che c’è infiammazione. Per avere la certezza che l’osso sia sano, è sempre necessaria una piccola radiografia mirata sull’impianto.

Recessione gengivale su impianto situazione iniziale
Recessione gengivale su impianto

Cura della perimplantite

Se noti dei problemi, rivolgiti subito al dentista che ti ha messo gli impianti. Le cure cambiano in base alla gravità della situazione.

radiografia di un impianto sano senza perimplantite
radiografia di un impianto con perimplantite

Terapia non chirurgica

Se sei nella fase iniziale di mucosite, l’igienista dentale pulirà a fondo la zona usando strumenti speciali e, in alcuni casi, il laser. Lo scopo è eliminare i batteri e sfiammare la gengiva. Se agisci subito, la guarigione è quasi sempre totale.

Terapia chirurgica

Quando la perimplantite è in fase avanzata e l’osso ha già subito dei danni, la pulizia non chirurgica non è più sufficiente. In questi casi, è necessario intervenire chirurgicamente per decontaminare in profondità la superficie dell’impianto e, dove possibile, ricostruire l’osso perduto. Questo intervento avanzato, noto come chirurgia rigenerativa, punta a bloccare l’infezione e a ricreare il supporto necessario per l’impianto. Se vuoi approfondire questo argomento, scopri di più su come salvare un impianto con la rigenerativa implantare.

Terapia Chirurgica per la rimozione di un impianto dentale

Quando l’infezione ha mangiato troppo osso e l’impianto è ormai compromesso, l’unica soluzione è toglierlo. In clinica usiamo strumenti delicati e specifici per svitare l’impianto malato senza rovinare l’osso rimasto. Questo ci permette, dopo un periodo di guarigione o tramite tecniche di rigenerazione ossea dentale, di poter inserire un nuovo impianto nella stessa zona in totale sicurezza.

Implant Removal Kit per rimuovere gli impianti dentali
Implant Removal Implant Removal Kit per rimuovere gli impianti dentali
Strumento per la rimozione di impianto dentale
Rimozione di un impianto dentale

Antibiotici per la perimplantite

In caso di ascesso acuto e dolore, se non puoi andare subito in studio, il dentista potrebbe prescriverti un antibiotico per bocca per spegnere la fase acuta. Tuttavia, la pillola da sola non risolve il problema alla radice: l’impianto andrà comunque pulito o rimosso in clinica. In certe situazioni si possono usare anche antibiotici locali, inseriti direttamente sotto la gengiva durante la pulizia profonda in studio.sostituito in base al tipo di difetto osseo.

antibiotici per perimplantite

Per alcuni tipi di difetti la terapia antibiotica locale associata ad una pulizia in profondità dell’impianto, senza chirurgia, può dare ottimi risultati. Si utilizza un particolare antibiotico a lento rilascio il Ligosan. Mentre come terapia antibiotica sistemica Amoxicillina e come seconda scelta Claritromicina/Clindamicina.

Le nostre considerazioni

Oggi la moderna implantologia dentale aiuta tantissime persone a ritrovare il sorriso senza usare dentiere scomode. Purtroppo, l’aumento degli interventi ha portato anche a un aumento dei problemi, a volte per la poca esperienza di alcuni centri. Ricorda la regola d’oro: un impianto non deve mai farti male e non deve sanguinare. Se hai un fastidio, chiama subito il dentista.

Box Ricerca Scientifica

Titolo: Concetti attuali per il trattamento delle malattie perimplantari Data: 2024 Autori: Ramanauskaite A., Schwarz F. Link PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37988432/

Domande e Risposte sulla Perimplantite

Cosa causa la perimplantite? Il motivo principale è l’accumulo di placca e tartaro. Fumare e avere malattie come il diabete peggiorano molto la situazione.

Come si cura la perimplantite? Dipende dalla gravità. Si va dalla semplice pulizia profonda in studio fino a piccoli interventi per ripulire l’osso o rimuovere l’impianto infetto.

Come viene diagnosticata la perimplantite? Il dentista controlla visivamente le gengive, misura le tasche gengivali con una sonda specifica e fa una radiografia per controllare l’osso.

Come si previene la perimplantite? Lavando bene i denti a casa tutti i giorni, evitando di fumare e facendo la pulizia professionale dal dentista ogni 4-6 mesi.

Impianto dentale dolore dopo una settimana? È normale, è il normale fastidio dopo l’intervento chirurgico.

Impianto dentale dolore dopo un mese? Potrebbe essere ancora legato all’assestamento dell’operazione, ma è bene fare un controllo in clinica.

Impianto dentale dolore dopo 3 mesi? Non dovresti più sentire dolore in questa fase. Se c’è, contatta il medico.

Impianto dentale dolore dopo un anno? Potrebbe significare che l’impianto non si è integrato bene con l’osso. Serve una visita immediata.

Impianto dentale dolore da 2 a 10 anni? È il segnale classico di una perimplantite. Devi prendere appuntamento dal dentista il prima possibile.

Perimplantite: l’intervista al Dr. Roberto Villa

Per approfondire ulteriormente l’argomento e capire come affrontare al meglio questa infezione, ti invitiamo a guardare il video dedicato. In questa intervista, il Dr. Roberto Villa spiega in modo semplice e chiaro quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione e le soluzioni più efficaci per salvare l’impianto dentale. È un’ottima occasione per ascoltare i consigli pratici e le rassicurazioni direttamente dalla voce del nostro Direttore Sanitario.

Conclusione

La perimplantite si può curare ed evitare, ma serve un vero lavoro di squadra tra te e il dentista. Tu devi mantenere la bocca pulita a casa, mentre il professionista deve monitorare la situazione con controlli costanti. Non ignorare mai gengive rosse, sangue o piccoli fastidi: intervenire subito è l’unico modo per farti godere i tuoi denti fissi per tantissimi anni senza pensieri.sore, gonfiore o sanguinamento attorno all’impianto. Con una corretta igiene orale e visite regolari, puoi godere a lungo dei benefici degli impianti dentali.

Dott Gabriele Villa

Laureato presso l’Università degli Studi di Milano nell’anno 2010. Ha conseguito un “Post Graduate Program” alla New York University con una tesi sull’aumento dei tessuti molli intorno agli impianti. “Current Concepts in American Dentistry: Advances in Implantology and Oral Rehabilitation” 2018.


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